giovedì 15 novembre 2012

Padre Paisios - Sull'uomo contemporaneo


Detti dello staretz Paìsios aghiorita sull’uomo contemporaneo

           

            Ha detto il Ghéron: «Oggi gli uomini si sono allontanati dai padri spirituali, per cui sono soffocati dai cattivi pensieri e dalle passioni. Preferiscono fare la loro confessione agli psichiatri e prendere delle pillole per dimenticare i loro problemi. Ma, passato un po’ di tempo, il problema torna ed essi ricominciano con le medicine. Invece se l’uomo si regola interiormente, dorme come un agnellino e non ha bisogno di sonniferi».

            Ha detto il Ghéron: «Il mondo ha perso il senso della vita e lo deve riscoprire. L’incredulità fa molto male. Tutto il male affonda lì le sue radici».

            Ha detto il Ghéron: «Il male si è diffuso e tutto è nero, come la terra arata. Se seminiamo su questo terreno certamente diventerà verde e in estate darà frutto. In questo momento il mondo vive nell’oscurità del male, ma verrà anche il tempo della raccolta, per cui occorre seminare».

Ha detto il Ghéron: «Noto una buona inquietudine e un vivo orientamento verso i monasteri. Dio ci aiuterà in questa svolta. Ora ci troviamo nell’oscurità, ma il mondo cambierà, prendendo coscienza delle sue stupidaggini. Mi sorprendo come anche i letterati commettano tanti errori!».

Ha detto il Ghéron: «Verrà un’epoca in cui alcuni canteranno e si ubriacheranno nei luoghi di divertimento, mentre altri andranno nelle chiese e nei monasteri per pregare e vegliare».

Ha detto il Ghéron: “Oggi l’uomo cattivo si presenta come buono. Il massone, ad esempio, prende l’aspetto di chi ha timore di Dio, mentre porta con sé una borsa in cui c’è il diavolo. Egli afferma di guidare gli uomini sulla retta via e, mentre cammina davanti a noi, il diavolo ci mostra le sue corna. “Che cos’è questo?”, chiedono gli uomini che lo seguono, notando la presenza del diavolo. “Sono melanzane; venite con me”, afferma il massone. Voglio dire che, pur sapendo che si tratta di cose diaboliche, i cattivi ce le presentano come se fossero buone e utili e noi, malgrado tutto, li seguiamo».

            Ha detto il Ghéron: «Ciascuno deve lavorare con filòtimo, ossia con nobiltà, amore, zelo, nella libertà, mettendo tutto se stesso, con gratitudine verso Dio. Lasciamo stare i mondani, perché ne sono pieni i manicomi. Essi dicono: perché quello è riuscito a costruirsi un grande edificio ed io non ce l’ho fatta? Allora riprendono a lavorare ancora di più, senza comprendere che l’altro è fallito proprio perché si è costruito un sacco di edifici che non gli servono a nulla. I mondani lavorano con spirito di concorrenza verso gli altri, opprimono se stessi, cadono nell’angoscia e si rattristano. Sono intrappolati in situazioni di infelicità, perché affrontano tutto in modo mondano. In loro c’è molto orgoglio e non c’è posto per la grazia di Dio».

Ha detto il Ghéron: «Gli uomini del nostro tempo gioiscono per le cose materiali, perché hanno una macchina nuova o perché si sono costruiti una casa, perché hanno comprato scarpe nuove e dei bei vestiti, oppure perché hanno acquistato una barca. Si tratta sempre di cose materiali. Se vivessero la vita del paradiso, tutto ciò apparirebbe loro come spazzatura».

Il Ghéron ha raccontato ad alcuni visitatori il seguente fatto: «C’era nel bosco un anziano pastore, che viveva in una capanna. Al tempo della guerra i soldati ne avevano fatto un posto di guardia, riempiendola di cibo, bevande e altro. Una volta i soldati, in compagnia del pastore, hanno mangiato e bevuto e si sono ubriacati. A causa di una negligenza la capanna prese fuoco. Uno dei soldati disse all’anziano: “Signor Thanàsis, la tua capanna ha preso fuoco”; egli rispose: “Lasciala bruciare”. Vedete che l’anziano, essendo ubriaco, non si interessava della sua capanna. Così fanno anche gli uomini di oggi. Ubriachi delle cose materiali, si disinteressano di quelle spirituali. Consegnano il loro cuore alle preoccupazioni materiali e si allontanano da Dio».

Ha detto il Ghéron: «Il nostro popolo, oggi, è capace solo di parate, ma non è pronto alla guerra. Passata la burrasca, le cose cambieranno. Questo è il tempo in cui si distingue l’oro dal rame».

 

                Da: DIONISIOS TATSIS, Non cercate una santità a buon mercato. Vita e insegnamenti dal Monte Athos, Roma, 1997, 100-101.

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